Biografie

Alessandra di Russia

Anteprima di lettura

Alessandra – Imperatrice di Russia

Da principessa d’Assia a ultima zarina: amore, fede e destino alla corte dei Romanov

Maurice Paléologue

Darmstadt · 1872

Prima dell’ultima zarina

Maurice Paléologue ripercorre la vita della principessa Alix d’Assia-Darmstadt, nipote della regina Vittoria, divenuta Alessandra Feodorovna dopo il matrimonio con Nicola II. Un ritratto intimo della donna dietro la sovrana, segnato da un amore assoluto, da una fede profonda e dal peso crescente dell’autocrazia russa.

«Le regine sono state viste piangere come semplici donne, e ci si è stupiti della quantità di lacrime che i loro occhi potevano contenere.»

Dal libro

Capitolo I

Alice d’Assia-Darmstadt · L’amore per Nicola · La nascita di Alessandra Feodorovna

Alice d’Assia-Darmstadt, rimasta orfana a sei anni, viene cresciuta dalla regina Vittoria. Il fidanzamento con lo zarevic Nicola inaugura un romanzo d’amore destinato a intrecciarsi con il tramonto dell’Impero russo.

Riferendosi a Maria Antonietta, Chateaubriand disse: «Le regine sono state viste piangere come semplici donne, e ci si è stupiti della quantità di lacrime che i loro occhi potevano contenere».

Questa è l’epigrafe che dovrebbe essere posta alla vita della zarina Alessandra Feodorovna, l’ultima imperatrice di Russia.

Nata a Darmstadt il 6 giugno 1872, era figlia di Ludovico IV, granduca regnante d’Assia, e della granduchessa Alice, a sua volta figlia della regina Vittoria.

Attraverso questa famiglia dell’Assia, una delle più antiche della Germania, si può risalire ai primi langravi di Turingia e ai primi duchi di Brabante e Lorena. Nei fitti rami del suo albero genealogico troviamo i nomi di santa Elisabetta d’Ungheria e di Maria Stuarda.

Avendo perso la madre all’età di sei anni, fu cresciuta dalla nonna, la regina Vittoria, che la portò con sé ovunque: a Londra, Balmoral, Windsor, Sandringham e nell’isola di Wight.

La sua educazione, la sua istruzione e la sua formazione intellettuale e morale furono quindi tutte inglesi. E così, quando la conobbi, rimaneva inglese nell’aspetto esteriore, nel portamento, in un certo accento di rigidità e puritanesimo, nell’austerità intransigente e militante della sua coscienza e in molte delle sue abitudini intime.

✦ ✦ ✦

Nel 1894 si fidanzò con il granduca ereditario di Russia, lo zarevic Nicola, figlio di Alessandro III.

Non fu un fidanzamento di politica e di fredda ragione, come troppo spesso avveniva nelle famiglie sovrane; fu un fidanzamento d’amore e di gioia, una delle storie più tenere, più calde e più esaltate che possano unire due cuori molto giovani e molto puri.

Questo romanzo si svolse nell’arco di alcuni mesi, ora alla corte inglese, ora alla corte dell’Assia, ora alla corte danese. Fin dall’inizio, la giovane, inebriata dalle virtù cavalleresche, dall’elevazione morale e dalla profonda pietà che scopriva nell’anima del fidanzato, presagiva un futuro superbo.

Non aveva dubbi: la Provvidenza riservava a Nicola il ruolo di glorioso autocrate. Il tono mistico e sentimentale del loro fidanzamento è rivelato dalle note personali con cui Alice ricopriva il diario dello zarevic.

«Fedele, sempre ad aspettarti, sempre ad amarti, sempre a tenderti le braccia… Dormi in pace, e che le dolci onde ti cullino! Ricevi i più teneri baci dal tuo angelo custode, che veglia su di te.»

«Anche quando siamo separati, i nostri cuori sono uniti. Sono sempre vicino a te, pregando per te, mio carissimo amato.»

La giovane principessa scriveva che il tempo poteva passare, ma l’amore sarebbe rimasto; che aveva chiuso Nicola nel proprio cuore e perduto la piccola chiave, perché vi restasse per sempre.

«Il vero amore è un dono di Dio, un dono che diventa ogni giorno più forte, più profondo, più ampio e più puro.»

Per Alice, due persone perfettamente unite, incapaci di nascondersi qualcosa, partecipavano insieme alla gioia e alla sofferenza, alla felicità e alla sfortuna. Dal loro primo bacio fino alla morte, avrebbero parlato soltanto d’amore.

✦ ✦ ✦

Non passò molto tempo prima che vedesse il suo eroe messo alla prova. Il 1° novembre 1894 Alessandro III morì, dopo una breve malattia, all’età di quarantanove anni.

Lo zarevic adorava suo padre. Vederlo morire nel pieno dell’età lo sconvolse. Il suo dolore fu inizialmente del tutto filiale, del tutto ingenuo, senza alcuna preoccupazione per la formidabile missione che inaspettatamente gli toccava.

«Dio ha appena richiamato a sé il mio caro padre, che ho tanto amato… Oh, che terribile agonia! Eppure è stata la morte di un santo… Mi gira la testa, sono come stordito dal dolore… Signore, Signore, aiutami!»

Il giorno successivo, il 2 novembre, ricevette il primo aiuto indiretto dall’alto. Preludendo alla propria conversione religiosa, Alice abbandonò solennemente il credo luterano per abbracciare i simboli e i dogmi della Chiesa ortodossa, che la accolse con il nome di Alessandra Feodorovna.

Nulla si opponeva ormai alla celebrazione del matrimonio, fissata per il 27 novembre. Intanto il nuovo «Autocrate di tutte le Russie» iniziava a esercitare il proprio potere illimitato.

Con stupore misurava il compito schiacciante lasciatogli in eredità dagli antenati: il compito sovrumano di governare centocinquanta milioni di uomini con la luce e la volontà di un solo uomo, attraverso la semplice affermazione della propria onnipotenza e del proprio potere mistico e trascendente.

In quei giorni difficili trovò un coraggioso sostegno nella fidanzata.

«Abbi fede, mio caro! Dio ti darà la forza di portare il tuo immenso fardello, poiché è Lui che lo ha posto sulle tue spalle. Qualunque cosa accada, soffri, sopporta e persevera.»

«Non risparmiare il tuo lavoro, non temere il pericolo. Quando ti pieghi sotto la pesante croce, alza gli occhi a Dio: Egli ti consolerà.»

•••

La storia continua

Verso il tramonto dei Romanov

Il grande amore tra Alessandra e Nicola dovrà confrontarsi con il peso della corona, la malattia dell’erede, l’influenza di Rasputin, la guerra e la rivoluzione che travolgerà l’intera famiglia imperiale.

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