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Ritratto con dedica

Anteprima di lettura

Ritratto con dedica

Milano, 1929. Una giovane donna, un segreto custodito nel cuore e il sogno di cantare alla Scala

Marta Visconti

Milano · 1929

La voce segreta di Sofia

Sofia Pecci vive divisa tra le aspettative della famiglia e una passione che non osa confessare. Dietro gli spartiti nascosti e le lezioni private prende forma il sogno di diventare cantante d’opera, mentre amicizie, segreti e legami familiari la conducono verso un destino ancora indecifrabile.

«Dedicava ore a esercitarsi, fantasticando sull’idea che un giorno avrebbe debuttato al grande Teatro alla Scala.»

Dal libro

Capitolo I

La strada nella nebbia · Gli spartiti nascosti · La villa sul lago

Sofia guardò di nuovo la strada mentre l’auto procedeva lenta nella nebbia; un tenue raggio di sole, che squarciava leggero quel muro invalicabile, le sfiorava i delicati lineamenti.

Ascoltava il crepitio delle ruote sulla strada, come una musica che accompagnava i suoi pomeriggi di fuga. Amava la musica fin dall’infanzia.

Eppure, quando Giovanni conduceva la Lancia Astura con la capote nera abbassata, spingendo sull’acceleratore per correre più veloce, sempre più veloce, malgrado la nebbia, arrossiva timida.

Poi, aprendo di nuovo gli occhi, poté scorgere il borgo affacciato sullo specchio d’acqua del lago di Como. Tornò a gioire mentre osservava il palazzo, proprio oltre il lago, e si tolse la pesante mantella che l’avvolgeva.

L’acida matrigna aspettava il suo ritorno in tempo per riunire la famiglia. Purché le piccole confidenze non le avessero fatto dimenticare le buone maniere… D’altro canto, come potevano rinviare ancora una volta?

Giovanni si voltò a lanciarle una veloce sbirciata e sorrise; lei, al solo sguardo, esplose in una delicata risatina. Era il culmine di una giornata magnifica.

Adorava le lezioni di canto e, come sempre, aveva con sé gli spartiti nascosti.

Il canto era il suo momento di piacere fin dall’infanzia e, di tanto in tanto, bisbigliava in segreto all’amica Liliana che la sua più grande ambizione sarebbe stata diventare la nuova Bianca Scacciati, per vivere, studiare ed esercitarsi nel canto giorno e notte.

Quest’idea la faceva ridacchiare felice. Era un desiderio che non poteva rivelare a nessuno nella sua famiglia.

Le lezioni private con la signorina De Martini le davano gioia e amore più di tutto il resto. Dedicava ore a esercitarsi, impegnandosi tenacemente e fantasticando sull’idea che un giorno avrebbe debuttato al grande Teatro alla Scala.

✦ ✦ ✦

Ma i suoi sogni passarono prontamente dal canto all’amica mentre l’auto percorreva lenta il vialetto, portandola dalla sua adorata Liliana, figlia del podestà.

Il padre di Sofia, Costanzo, e il podestà erano amici da sempre. Le due ragazze condividevano quasi ogni cosa: i sogni, i desideri e i segreti.

Da piccine avevano provato le stesse angosce e le stesse gioie e, in quel momento, Sofia sentiva di non doverla deludere, pur avendo promesso a «batuffolo di filo spinato», come era solita apostrofare l’acida matrigna, di non farlo.

In definitiva, era una sciocchezza. Liliana chiedeva soltanto una sua visita. In una lettera a Sofia aveva raccontato quanto si annoiasse, circondata unicamente dalla piccola cerchia familiare.

I viandanti si ritiravano sul ciglio della strada mentre l’auto procedeva ora lentamente; Giovanni lanciava grida di saluto che attiravano l’attenzione.

Per lei avrebbe rischiato una lavata di capo, ma Sofia gli aveva promesso che nessuno lo avrebbe scoperto. E poi lui l’accompagnava lì da anni. Andava in visita alle amiche almeno tre volte alla settimana: che male poteva esserci?

La signorina Sofia era una giovane buona, bella, davvero incantevole. Dalla tenera infanzia era sempre stata la piccina più deliziosa.

I poliziotti al cancello li fermarono e Giovanni frenò. Iniziava una leggera pioggerellina e due agenti si avvicinarono. Avevano un’aria minacciosa, ma soltanto fino a quando capirono chi fosse la passeggera.

Sofia era conosciuta. Le rivolsero un saluto quasi impacciato mentre Giovanni riprendeva la marcia lenta verso la casa principale.

Quella era la residenza preferita dalla moglie del podestà. Capitava di rado che abitassero a Palazzo Visconti, a Milano, salvo in occasione di qualche ricorrenza o celebrazione solenne.

La villa sul lago era il loro rifugio.

✦ ✦ ✦

Anche per Sofia quel luogo era il preferito. Era affascinata dalla madre di Liliana, tanto da aver chiesto che le realizzassero un ritratto simile a quello che raffigurava la zia Bianca Maria nella sua giovinezza lontana e spensierata.

In famiglia, l’estate precedente, avevano deciso di accontentarla chiamando un giovane pittore francese. Liliana, al contrario, la prendeva continuamente in giro, dichiarando che l’amica le ricordava fin troppo sua madre.

Giovanni scese dal proprio posto mentre due ragazzini si aggiravano intorno ad ammirare l’auto. La pioggia cadeva ormai copiosa e lui si affrettò a tendere una mano a Sofia.

La mantella era impregnata d’acqua; le guance erano rosse per quella corsa in auto, dalla durata indefinita, da Milano.

Avrebbe preso una cioccolata calda con l’amica, pensò Sofia oltrepassando il portone d’ingresso, mentre Giovanni entrava nelle cucine per portare notizie della città e trascorrervi il tempo necessario ad aspettare la signorina.

La cameriera l’accolse prendendole la mantella. Sofia si tolse l’elegante cappellino, rivelando la raffinata chioma di un biondo luminoso che la gente guardava ammaliata.

Il figlio del podestà, Vittorio, si divertiva a stuzzicarla per i suoi bei capelli. Per lui Sofia era un’altra sorellina da proteggere: la migliore amica di Liliana, con gli stessi vizi e le stesse virtù.

Sofia chiese notizie della piccola cerchia familiare con viva partecipazione. La cameriera scrollò le spalle: il podestà era rimasto a occuparsi delle proprie carte per tutto il tempo; la signora era impegnata con le sue iniziative.

•••

La storia continua

Dietro il ritratto, un segreto

Tra Milano, il lago di Como e il sogno della Scala, Sofia dovrà scegliere quanto è disposta a rischiare per la propria voce. Il ritratto che desidera diventerà il punto d’incontro tra passato familiare, sentimenti taciuti e nuove verità.

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Immagine d’atmosfera: ritratto fotografico realizzato a Milano nel 1929, Collezione Sommariva – Lombardia Beni Culturali.

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